TOSCANA INFELIX: PER NAVIGARE FRA ECOMOSTRI E SIMILI

Il sito Toscanainfelix nasce come risultato del lavoro svolto e in corso di svolgimento da parte della Rete dei Comitati per la difesa del territorio, attiva in Toscana dal marzo 2007. Il sito è organizzato come una mappa, nella quale sono registrati i luoghi dove si verificano o si stanno per verificare aggressioni di vario genere al patrimonio paesistico, ambientale e territoriale della regione. La segnalazione proviene dai singoli Comitati, dalla stampa locale e nazionale, e anche individualmente da parte di coloro che si imbattono in uno scempio e ne vogliono dare notizia. Il sito è direttamente collegato a quello della Rete dei Comitati.

Il quadro che risulta dalla mappa mostra che le emergenze territoriali nella Toscana di questi ultimi anni non sono limitate a pochi casi, come vogliono far credere gli amministratori pubblici, ma si estendono purtroppo a quasi tutte le aree e ai diversi settori di intervento sul territorio, con un crescendo di intensità che non può non rimettere in discussione le basi stesse della gestione del territorio. Quello di Monticchiello non è un caso isolato!

Del resto, i casi segnalati in questa mappa sono sicuramente approssimati per difetto: molti altri se ne aggiungeranno man mano che saranno documentati. Il sito è concepito come un archivio di luoghi, ciascuno con i propri valori paesistici e ambientali, oggi messi a rischio da operazioni azzardate e dalla mancanza di una cultura della pianificazione e del rispetto per la qualità del territorio. Si è data particolare rilevanza ai casi in cui il paesaggio toscano (i centri storici, il patrimonio edilizio, la campagna) viene devastato da operazioni edilizie o nuovi insediamenti che non possono essere considerati abusi o smagliature occasionali, ma vere e proprie conseguenze dell’applicazione della legislazione regionale in materia di governo del territorio: gli effetti della legge 5/95 (e derivate) si vedono a vari anni di distanza. Rientrano in questa tipologia anche gli scempi decisi in precedenza, che gli strumenti urbanistici o le istituzioni competenti non sono riusciti a bloccare.

Allo scempio paesistico si possono assimilare alcune operazioni che non dipendono direttamente dalla legislazione urbanistica, ma comunque hanno a che fare con la mancanza di una seria pianificazione settoriale e con la politica del caso per caso, o la semplice incapacità progettuale: così i temi dei rifiuti, dell’energia, delle infrastrutture. L’impatto di queste operazioni sull’ambiente e sulla salute, oltre che sul paesaggio, rappresenta un indicatore della gravità delle previsioni. Dal punto di vista degli interessi economici messi in atto, si possono individuare casi in cui l’ente pubblico favorisce un intervento privato, dal quale ci si attende vantaggi a breve-medio termine, o quelli in cui la fonte di finanziamento è pubblica (nazionale o comunitaria) e il progetto nasce in funzione del possibile investimento (dirottamento di fondi: ad esempio quelli destinati alle energie rinnovabili). In questo caso è evidente la tendenza a privilegiare gli interventi più costosi e con maggiore impatto: per ragioni finanziarie e non progettuali.


ISTRUZIONI PER L’USO

Al sito si accede in due modi: cliccando sui simboli riportati sulla mappa con cui si apre la home page si ottengono informazioni sintetiche sulla localizzazione e sul settore nel quale ciascun caso può essere inquadrato. I simboli distinguono le segnalazioni puntuali (un pallino per quelle dove sono previste espansioni edilizie (residenziali o altro), una stella per i diversi tipi di impianti, cave, energia, rifiuti, un segmento per le emergenze lineari, come strade e ferrovie: infine un cerchio si riferisce all’insieme della politica urbanistica di un Comune per i suoi effetti sul patrimonio edilizio. Per facilitare questo accesso sono predisposte alcune mappe più dettagliate visibili attraverso la funzione zoom nella colonna di sinistra. Dalla localizzazione del caso si può quindi procedere alla descrizione analitica (vai alla scheda) dove sono riportati materiali di documentazione come piante, foto, testi, rassegna stampa, oltre ai cartogrammi di dettaglio che consentono di individuare la posizione di ciascun caso nel territorio. Alla scheda è collegato anche l’eventuale sito web del Comitato di riferimento: ne esistono già una dozzina, ottimamente messi a punto dagli interessati.

Altrimenti si può cliccare sui diversi settori, sempre nella colonna di sinistra: comparirà una lista di casi, ciascuno dei quali rimanda direttamente alla scheda di documentazione (la mappa in questo caso serve solo a mostrare la diffusione dei luoghi nel territorio). I settori nei quali sono suddivisi i siti riportati nella mappa sono: energia e rifiuti, grandi lavori, urbanistica, paesaggio (edifici), paesaggio (impianti). Ciascun caso può anche appartenere a più di un settore. In evidenza sono riportati le emergenze di maggiore rilevanza e attualità, sia per l’impatto sul territorio che per le vicende politiche e giuridiche che lo accompagnano. Infine in basso a sinistra, fra i casi di attualità, compariranno i rinvii alle schede delle emergenze per le quali si segnalano novità nello sviluppo delle vicende.

Il pulsante contatti, in basso a destra, rimanda all’indirizzo di posta elettronica toscanainfelix@gmail.com al quale possono essere inviati commenti, correzioni, segnalazioni, materiali di documentazione.

Si può scaricare la versione aggiornata della mappa (23.06.08) in formato pdf.